Lacco Ameno
Proseguendo lungo la strada litoranea giungiamo a Lacco Ameno, le cui acque termali vantano il più alto indice di radioattività finora conosciuto. Fu uno dei primi luoghi colonizzati dai Greci dell'Eubea, proprio per la sua configurazione geografica particolarmente favorevole: il Monte Epomeo alle spalle, di fronte la costa pianeggiante, ottimo approdo per le navi. Non dimentichiamo, infatti, la Baia di San Montano, che oltre ad avere una nota valenza storica, è oggi un'importante attrattiva turistica. Lacco Ameno è famosa per “ il Fungo ”, uno scoglio di tufo dalla caratteristica forma di fungo, che, secondo la leggenda, fu eretto dalla Madre Gea , commossa per la tragica fine che avevano fatto due giovanissimi amanti, due fanciulli bellissimi che avevano deciso di fuggire a nuoto attraverso il mare perché il loro amore era osteggiato. I due giovani però non ce la fecero e morirono annegati nell'ultimo abbraccio d'amore; perciò da allora in poi, il fungo protegge sotto il suo ampio ombrello i giovani innamorati. Al centro di Lacco Ameno sorge il santuario di Santa Restituta , a sua volta formato da due chiese: la maggiore, ricostruita dopo il terremoto del 1883, la minore costruita nel 1036 sulla basilica paleocristiana.
La Chiesa maggiore
ospita un dipinto del cinquecento e alcuni quadri nei quali si narra del martirio di Santa Restituta, mentre nella chiesa minore, alle spalle dell'altare, si trova la statua in legno dorato della Santa. La basilica paleocristiana risale al IV-V secolo d.C., fu costruita sull' Heraclion , cioè sul luogo dove la matrona romana Lucina fece seppellire la Santa dopo il suo approdo sull'Isola. Si narra infatti che un angelo apparve in sogno alla matrona, avvertendola che su una barca priva di remi e vele stava navigando verso Lacco il corpo di Restituta, figlia del principe africano di Biserta. Ella era stata condannata dai romani a bruciare lentamente in quella barca con i vestiti intrisi di pece e resina incendiati. Durante le incursioni tunisine e algerine del XV e XVI secolo le campane della basilica furono rubate, però i pirati di lì a poco dovettero gettarle in mare perché improvvisamente divennero sempre più pesanti e suonavano a martello senza che nessuno si avvicinasse a loro. All'alba del 17 Maggio di ogni anno, in occasione della festa di Santa Restituta, chi sale sulla vetta del Monte Vico può sentire i rintocchi delle campane ancora sommerse dal mare. L'importanza storica di Lacco Ameno è stata in parte già descritta nella prima parte di questo lavoro, allorquando si è parlato dei primi insediamenti umani sull'Isola, ed è comunque opportuno ricordare che gli scavi condotti nelle zone di Monte Vico, San Montano e Mazzola hanno riportato alla luce resti di una civiltà risalente all'VIII secolo a.C.
Le Coppa di Nestore
Nelle meravigliose sale della Villa Arbusto sono stati sistemati i reperti archeologici tratti da questi scavi e in particolare la Coppa di Nestore sulla quale era scritto: “valeva la pena bere alla coppa di Nestore; ma chi beve alla mia sarà subito preso dal desiderio della bionda Aphrodite”. Il turista che arriva a Lacco Ameno ha la possibilità di sottoporsi ad efficaci cure termali, fare bagni in acque splendide e soprattutto fare un tuffo nella storia, visitando il museo organizzato sotto la chiesa di Santa Restituta e quello ospitato nella Villa Arbusto, antica villa dei duchi d'Atri, ultimamente chiamata Villa Rizzoli e di proprietà del comune. Nel comune di Lacco Ameno è sorto il primo albergo in senso moderno ad opera del reverendo Tommaso de Siano ; sempre qui sono sorti i primi complessi termali come la Regina Isabella e lo Sporting , il Capitello e il San Lorenzo con le famose stufe.
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